giovedì, Aprile 25, 2024
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Convivere con l’Hiv, la testimonianza di Elena Di Cioccio

“Cattivo Sangue” è un libro autobiografico, forte, senza tabù e di grande impatto presentato da Elena di Cioccio nella sala della Biblioteca Di Villa Bruno a San Giorgio a Cremano.

Lei è una scrittrice dalla lunga militanza e dalla lunga esperienza nel mondo della comunicazione, dello spettacolo, della televisione e della radio, e che nonostante fosse colpita dalla grave malattia dell’HIV ha sentito la necessità di raccontarsi e di partecipare i tanti lettori, raccontandosi tra le pagine di questo libro, in maniera intima, dalle relazioni tossiche alle violenze fisiche fino all’abuso di sostanze dopo la scoperta della sieropositività.

Ha inteso portare così alla luce un terribile periodo della sua vita che è riuscita e riesce a superare solo quando ha capito che era necessario liberarsi dal segreto sulla sua malattia che condizionava gran parte della sua esistenza.

Lei è una donna combattiva che nonostante la pesantezza della patologia che l’ha attraversata è divenuta affermata attrice, speaker radiofonica e presentatrice televisiva, nota anche per la sua posizione di inviata del noto programma televisivo de Le Iene. Insomma, una persona coraggiosa che ha fatto conoscere la sua testimonianza, forte e senza reticenze.

Con Miryam Gison e Paquito Catanzaro conduttori della serata la Di Cioccio nel suo libro ha raccontato come è cambiata la sua vita da quando all’improvviso un referto le comunica la sua malattia e comincia la tempesta .

Racconta, di avere scritto note e pensieri su un foglio come se questo fosse diventato un’altra persona con la quale ha ricostruito tutti i pezzi della sua vita incominciando a scavare e facendo tutti i passaggi che non aveva fatto quando reagiva alla malattia in modo scomposto tanto da osservare “….. molti di questi anni mi sono scappati dalle mani così… ” e la felicità sembrava sparita sostituita da fantasmi interiori , quando la sua vita era diventata ormai segnata dalla convivenza con la malattia e la felicità sembrava sparita. . “Poi – spiega la Di Cioccio -finalmente mi sono detta basta voglio tornare libera dal segreto. Ho finalmente integrato tutte le parti di me, sono completa e mi sono chiesta, ora che ci faccio con tutta questa roba?” e allora ha deciso di costruire il libro per raccontare tutto quello che serve”. Il libro dunque rappresenta una rivincita per riprendere il possesso di se stessa contro il nemico che ha dentro, per non portarsi più dietro il segreto, la paura , il dolore che la propria vita potesse continuare con tutti gli imbarazzi che la malattia le procurava e i problemi che le causava tra cui la sessualità, lei ,che sentiva invece il bisogno di essere vista , considerata, amata.

Insomma il libro assume alla fine quasi una funzione terapeutica per coloro che hanno incontrato la malattia sul loro cammino, ed è una testimonianza forte e senza reticenze una autobiografia che emoziona e scardina questo tabù di cui nessuno vuol parlare mai per cui la Di Cioccio fa sì che questo buio può essere affrontato e smette di fare paura. Il libro diventa quindi un atto d’amore per se stessa e per gli altri.

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